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Calendario Ufficiale Attività Sociali 2009

MARZO

APRILE

MAGGIO

GIUGNO

LUGLIO

AGOSTO

SETTEMBRE

OTTOBRE


17 MAGGIO- PARCO DEL DELTA DEL PO

l Parco Naturale del Delta del Po, occasione unica per trascorrere una giornata in uno dei pochi ambienti naturali ancora incontaminati. Arrivo del gruppo a Gorino Ferrarese ed incontro con la nostra guida. Imbarco al porto canale lungo il Po di Goro in motonave appositamente attrezzata per la navigazione nei bassi fondali e partenza per l'escursione. La lenta navigazione sul Delta, vi darà la possibilità di immergervi nella verde vegetazione palustre dei canneti e delle tamerici, dove flora e fauna regnano sovrane. Partenza ore 9,00 da Agip cafè. Prenotazione entro il 9 maggio per motonave. Info Scartozzi Umberto 333/3308838 Itinerario: Ravenna-SS.Romea-Lago delle Nazioni- Gorino km.150

30-31-1-2 Giugno Motogiro in Istria e Croazia

Seguirà un programma dettagliato agli interessati. Info. Gianni Saporetti 337-623578

13-14 Giugno Motogiro in TOSCANA

L'intento è quello di unire la guida su strade che si snodano lungo lo scenario di paesaggi unici, con il piacere di conoscere itinerari turistici e sapori della cucina toscana.
Sabato 13 giugno (Itinerario giornaliero km. 235)
  • 1.Montepulciano
  • 2.Pienza
  • 3.S.Quirico d'Orcia
  • 4.Bagno Vignoni
    Domenica 14 giugno (Itinerario giornaliero km. 330)
  • 5.Abbazia di S. Antimo
  • 5.Buonconvento
  • 6.Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

    Partenza ore 8 da Agip Cafè. Prenotazione entro il 6 giugno per il pernottamento presso agriturismo. Info Serra Piero 348/3152786.

    S.Antimo
    La sua origine si perde nella notte dei tempi quando nel 781 d.C. Carlo Magno andò a Roma in pellegrinaggio da Papa Adriano I e ricevette in regalo alcune reliquie dei Santi Sebastiano e Antimo. Durante il viaggio di ritorno scoppiò una violenta epidemia e, per ringraziare il Signore quando finì la pestilenza, fondò l'antico monastero su cui poi venne eretta l'Abbazia. Documenti antichi fanno risalire agli Abati Tao e Tanimondo l'edificazione del monastero dedito alla regola benedettina. Gli antichi Abati avevano il titolo di Conti e Consiglieri del Sacro Romano Impero ed i possedimenti e la giurisdizione dell'Abbazia raggiunge la Maremma ed il pistoiese, oltre che ovviamente il senese. Poi la lenta decadenza fino ai giorni d'oggi ed alla recente ristrutturazione a cura della popolazione locale.

    Pienza
    Un piccolo passaggio in moto, in questo luogo bellissimo ai piedi delle Crete Senesi, rimirando le bellezze di questo territorio. Piccola città del senese, è un esempio raro di urbanistica rinascimentale portata a compimento. Definita la "città ideale", la "città utopia", essa rappresenta una delle modalità costruttive attraverso le quali in età rinascimentale si cercò di realizzare un modello di vita e di governo "ideale" sulla terra, elaborando un'idea di città che fosse in grado di dare risposte concrete al desiderio di convivenza civile pacifica e operosa degli uomini. Era "l'utopia della civitas".

    Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
    Nel centro delle crete senesi, nelle vicinanze dello splendido paese di Asciano, Monte Oliveto Maggiore ha l'aspetto delle grandi Abbazie Benedettine. Il luogo, di sua natura solitario e selvaggio, è uno stupendo esempio di bellezza artistica e spirituale. Sul colle, che è quasi epicentro della riarsa solitudine delle crete senesi, svetta, nel perimetro di quasi un chilometro quadrato, una selva di cipressi che frammisti a pini, querce, olivi formano un parco meraviglioso. Da tre parti, borri e precipizi naturali circondano come una grande muraglia l'Abbazia alla quale si accede per il ponte levatoio nella torre merlata dalla quale una bella Madonna robbiana sembra darti il benvenuto. Belle cappellette, dedicate dalla pietà dei monaci ai maggiori santi dell'Ordine, occhieggiano nell'immenso verde. Nel centro, rossigno e solenne sorge il monastero che è Abbazia territoriale e Archicenobio della Congregazione.
    Nel Chiostro Grande sono celebrate dal Signorelli e dal Sodoma le glorie di San Benedetto; su tele ed affreschi disseminati un pò dappertutto sono cantate le grandezze di Maria, Regina dei monaci. I frati che son proprio di lì e si chiamano olivetani, e sarebbero come i frati di san Benedetto, solo che gli garbava chiamarsi così perché volevano seguire la regola proprio come facevano all'inizio i frati benedettini. La regola diceva in latino "ora et labora" che vorrebbe dire prega e lavora, e per pregare andavano in chiesa. Il lavoro di questi frati invece era per la maggior parte quello di scrivere a mano tutti i libri e dentro l'Abbazia c'è una biblioteca con migliaia e migliaia di libri antichi. E i monaci che ci sono ancora a Monte Oliveto accomodano i libri e anche se vivono in clausura.

    Le crete senesi
    Le Crete Senesi sono una zona collinare molto particolare, a sud est di Siena, molto amate dai motociclisti per il continuo saliscendi delle strade in un contesto paesaggistico molto suggestivo. La composizione argillosa delle crete è dovuta alla loro antica natura di bacino marino, nel quale si sedimentavano sabbia e fanghiglia. Fanno parte di quest'area i comuni di Asciano, Buonconvento, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d'Asso. L'area è stata sommersa dal mare fino a circa un milione di anni fa. Dopo il ritiro delle acque, gli irregolari depositi di strati di argilla e sabbia vengono alla luce con i loro numerosi fossili di molluschi di vario genere. Il processo di erosione di questi terreni ha fatto si che si formassero numerose insenature, dette "calanchi", e le "biancane", piccole colline a cupola, sulle quali a sua volta è affiorato, in seguito all'esposizione al sole, il solfato di sodio che conferisce loro un caratteristico colore chiaro. Questi lunghi sconvolgimenti naturali hanno fatto del paesaggio delle Crete uno degli scenari più unici e interessanti dell'intera Toscana.
    Caratteristica principale delle Crete è dunque una natura ancora preminente e protagonista dell'ambiente, fatta di colori assai inconsueti, come il grigio dell'argilla ed il giallo del solfato. Sono visibili ancora oggi i sentieri delle greggi e i numerosi vigneti e tartufaie, così come l'antica via Cassia costruita dai Romani e ribattezzata via Francigena dagli imperatori. Attraverso essa migliaia di pellegrini hanno attraversato le Crete, durante il Medioevo, per recarsi a Roma. Si possono poi incontrare numerose pievi, abbazie e case coloniche sorte in varie epoche. Nelle Crete già dal VII secolo d.C., i vescovi di Siena ed Arezzo si combattono per il controllo delle pievi, ben diciannove, situate tra Asciano e Rapolano. Solo l'intercessione del re Longobardo Liutprando dirimerà la questione, ma le dispute si protrarranno nei secoli fino al 1220, quando il Papa impone al vescovo di Siena di porre fine alle sue pretese sui plebati di quella zona. Terra di benedettini più che di francescani, come testimoniano abbazie e monasteri, l'area del cretese fa da sfondo alla conversione di Giovanni Tolomei, potente signore che nel 1313 abbandona la sua vita di nobile feudatario per vivere da eremita, prima di ritirarsi nell'abbazia di Monte Oliveto maggiore, fondando una nuova congregazione. Le terre cretesi sono anche un paradiso delle attività estrattive. Dall'Ottocento fiorisce intorno alle cave di travertino l'artigianato locale. Nascono così la figura del "cavatore", abile operaio specializzato nell'estrazione di blocchi di pietra dalla forma prestabilita, e dello "scalpellino", colui che lavora il blocco grezzo per trasformarlo. Dopo un'epoca di recessione, negli anni Settanta l'area estrattiva diventerà meta per mezzadri in fuga dalla miseria.

    26 Luglio

    L'Eremo sul Monte Carpegna (1260 -1415 s.l.m) è collocato all'interno del Comune di Montecopiolo, appartenente alla provincia di Pesaro e Urbino (PU). Dalla riviera Romagnola, si risale la Valmarecchia attraverso la Statale Marecchiese n. 258 direzione Novafeltria. Salendo dal mare, lo sguardo è attratto e affascinato dalle tante torri e castelli che per secoli hanno sovrastato questa valle. Dopo aver abbandonato la Romagna malatestiana si raggiunge il territorio del Montefeltro. Deviando a sinistra, all'altezza di Pietracuta, attraverso la strada provinciale si arriva dapprima a San Leo e poi a Pugliano, nota per le tradizionali fiere del bestiame e merci varie che si svolgono da sempre tutti i Lunedì di Settembre. Svoltando a sinistra in pochi minuti si raggiunge Villagrande, capoluogo del comune di Montecopiolo. La favorevole posizione geografica ha reso questo paese montano (915 s.l.m.) mèta del turismo estivo e invernale. Scendendo a valle, per la strada che conduce a Ponte Cappuccini, dopo pochi minuti si incontra il bivio per l'Eremo. La visione che si domina dalle pendici del Monte Carpegna è veramente unica. L'orizzonte regala una sensazione di infinito che è difficile da dimenticare. Ed è proprio per la vastità degli spazi che la località è meta dei deltaplanisti e amanti del parapendio. Ma in realtà è tutta la zona intorno all'Eremo che è ricca di sorprese e servizi per il pubblico. I grandi prati sono l'ideale per fare entrare in contatto con la natura anche i bambini molto piccoli.Sarà una scoperta vedere mandrie di mucche al pascolo o le poiane che si posano sui rami degli alberi. Vi consiglio di portare una coperta per distendervi sui grandi prati col naso al cielo e godervi l’aria fresca e il bellissimo panorama. Un' accogliente ristorante il "Rifugio Eremo" con cucina tradizionale offre poi una scelta gastronomica unica e assolutamente naturale. Tra le tante specialità gastronomiche cucinate dalle abili mani della signora Gilda ricordiamo le tagliatelle con prugnoli del Monte Carpegna, i cannelloni, le lasagne al forno, la polenta, i gratin con ortaggi nostrani, le famose melanzane sott'olio, la piadina sfogliata e la carne dei nostri pascoli cotta ai ferri.

    Il Santuario della Madonna del Faggio di monte Carpegna
    La strada di accesso termina in prossimità del Santuario della Madonna del Faggio di monte Carpegna. Era segno che si doveva erigere un santuario in quel luogo e dedicarlo alla Vergine, che da allora sul Carpegna è la Vergine del Faggio. La chiesa che esisteva già nel 1200, come testimoniano documenti, fu ben diversa da com'è attualmente; anticamente fu una semplice celletta e venne anche chiamata Eremo di Santa Maria della Cella. L'intervento di ristrutturazione più recente risale al secondo dopoguerra: in questa occasione vennero ampliati i vecchi locali, vennero costruiti un portico per l'accesso separato all'eremo ed un nuovo campanile al posto dell'antica celletta. Questi interventi hanno purtroppo portato alla completa distruzione dell'antico originario edificio del tredicecimo secolo.
    La statua lignea della Madonna
    Nel santuario è conservata una statua lignea della Madonna, probabilmente antica quanto la celletta. Alcune testimonianze del 1578, sulla necessità di un suo restauro, ce la fanno datare sicuramente molto prima di quella data. Partenza ore 10,00 dal Duomo di Ravenna. Prenotazione entro il giugno per ristorante. Info Serra Piero 348/3152786.
    ITINERARIO KM. 200 Ravenna-Cesenatico-Savignano sul Rubicone, Santarcangelo, S.Leo, Villagrande, Eremo di Carpegna. Ritorno per il tragitto dell'andata.